Prima di dare inizio ad un’educazione audio-vocale, si opera, nei riguardi del bambino, una valutazione audio-psico-fonologica (BAPP), la cui prima componente è costituita dall’anamnesi, ovvero la storia dettagliata della vita del bambino. Di seguito, si somministrano una serie di test, il principale dei quali è costituito dal test dell’ascolto.
Successivamente, il bambino ed i genitori hanno un colloquio con uno psicologo, consulente del Centro. Questo bilancio è necessario, affinché sia possibile valutare le potenzialità del bambino e procedere ad una programmazione d’ascolto personalizzata.
IL PROGRAMMA
Se divide en dos partes principales:
LA PRIMA FASE.
Durante questa fase, il bambino riceve stimoli uditivi (in modo particolare con la musica di Mozart) tramite una cuffia ed un vibratore osseo. La musica servirà come stimolo iniziale e sarà progressivamente filtrata per riprodurre l’universo sonico corrispondente ai processi d’ascolto anteriori alla nascita. A volte, secondo il tipo di programma stabilito, si fa uso della voce della madre. Questa fase ha come scopo quello di far sì che il bambino ritorni a provare il desiderio di comunicare con quanto lo circonda.
Nel corso della prima fase, il bambino può giocare e parlare mentre ascolta le registrazioni. È fortemente incoraggiato a disegnare; i disegni vengono conservati per essere presentati al consulente, che potrà così apprezzare l’evoluzione del bambino. Le sedute d’ascolto si svolgono in una sala strutturata per questo lavoro.
Sempre nel corso di questa prima fase, si possono osservare cambiamenti dal profilo del sonno, dell’appetito, del comportamento. Il bambino si dimostra più tranquillo, più rilassato, più aperto agli altri ed ha più voglia di parlare. I genitori rilevano che pone più domande e manifesta maggior interesse a fare le cose, sia a scuola che a casa. Il suo comportamento si normalizza: il bambino inquieto si calma ed il bambino introverso si apre con maggior facilità. Inoltre, ascolta di più e diventa più positivo nelle attività che svolge.
LA SECONDA FASE.
Ha come scopo di permettere al bambino di utilizzare il desiderio di ascoltare suscitato dalla fase precedente. Pertanto gli si richiede di ripetere, con un microfono, determinati elementi parlati o cantati: filastrocche, esercizi di vocalizzazione, parole o frasi. Il suono viene regolato con l’aiuto dell’Orecchio Elettronico, che permette al bambino di controllare la propria voce. Progressivamente, un sistema di equilibrio gli permetterà di controllarsi sempre più tramite l’orecchio destro, per rafforzare i propri circuiti audio-vocali. Nel corso di queste fasi vengono regolarmente praticati dei test dell’ascolto per rilevare i progressi e prevedere in quale momento la sessione possa terminare. Il ritmo delle sedute è personalizzato e viene stabilito in funzione delle reazioni del bambino.
I COLLOQUI DI CONTROLLO
Hanno lo scopo di fare il punto della situazione con il bambino ed i genitori. Il colloquio permette di valutare i progressi compiuti ed è l’occasione per il bambino di esprimere il suo vissuto e le sue reazioni.
Il consulente spiega al bambino quanto accade ed aiuta i genitori a fare in modo che il clima famigliare divenga sempre più armonioso, in modo da contribuire al completo sviluppo della personalità del bambino.
DOPO IL PROGRAMMA D’ASCOLTO
Quando il bambino ha acquisito i suoi meccanismi di controllo audio-vocale ed ha la padronanza del suo linguaggio orale e scritto, gli vien chiesto di svolgere a casa determinati esercizi di lettura ad alta voce, che gli permettono di mantenere queste acquisizioni e di rinforzare i progressi realizzati durante il programma d’ascolto Tomatis.
Possibilmente, vien chiesto ai genitori di fare un test dell’ascolto con il bambino ogni sei mesi, in modo da poter valutare il suo percorso audio-psico-fonologico.
ALCUNE CASSE MALATI RIMBORSANO PARZIALMENTE LE SEDUTE TOMATIS, PURCHÈ SI DISPONGA DI UNA COPERTURA ASSICURATIVA NELLE MEDICINE COMPLEMENTARI E, TALVOLTA, DELLA PRESCRIZIONE DEL MEDICO. |